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Lo stato sociale europeo verso un intervento globale

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Sono attesi più di 190 relatori dai 25 paesi europei, policy maker, stakeholder, esponenti del no profit. L’incontro, organizzato dal Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, sarà però aperto a tutti, gratuitamente, registrandosi al sito www.socialeconomyrome.it .

Lo stato sociale europeo incomincia a muovere passi concreti verso un intervento globale. Infatti, il prossimo 17 e 18 novembre si terrà a Roma un’importante incontro per discutere e definire i termini su cui orientare le prossime politiche europee sul tema dell’economia sociale, nel quale verranno individuati i e valutati i nuovi asset per i fondi europei.

La riflessione operativa sulla costituzione di uno “stato sociale europeo”, avrà per titolo lo slogan “Liberare il potenziale dell’economia sociale per la crescita in Europa”e si terrà all’Auditorium del Circo Massimo.

Sono attesi più di 190 relatori dai 25 paesi europei, policy maker, stakeholder, esponenti del no profit. L’incontro, organizzato dal Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, sarà però aperto a tutti, gratuitamente, registrandosi al sito www.socialeconomyrome.it . L’organizzazione di questo evento rientra nell’agenda del semestre di Presidenza europea italiana, e intende proporre il tema dell’economia sociale come strutturale per affrontare la povertà del continente, in forte aumento negli ultimi due anni.

La linea strategica è quella di mettere in rete le esperienze di progetti sociali europei, rendendo possibile l’attuazione anche oltre i confini di ogni singolo stato i programmi di sviluppo. I fondi europei dedicati alle attività sociali infatti, pur restando la principale fonte finanziaria per interventi di sussidiarietà orizzontale e  per i bandi europei, subiranno senz’altro anch’essi una flessione. Emerge così l’impegno a strutturare in maniera più fluida tali risorse e cercare nuovi strumenti finanziari e nuovi intermediari.

La uniformità dell’emergenza sociale registrata negli ultimi anni nell’eurozona, con un’incidenza della povertà quasi al 25%, permetterà infatti di istituire europrogetti capaci di poter “funzionare” su diverse aree geografiche, con un recupero di tempo ed una migliore efficacia organizzativa.

Questi temi di carattere più spiccatamente economico ed altri, prevalentemente politici, saranno discussi in 12 sessioni parallele con le quali, ci si auspica, si potranno individuare i nuovi asset per i fondi europei legati al sociale e le politiche di supporto per assicurare stabilità nei finanziamenti per progetti sociali.

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