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Businesswoman considering a brainstorm in cloudy desert setting

Digital marketing per le associazioni no profit (parte I)

Il Rapporto 2016 di tre dei maggiori network statunitensi per il no profit disegna quello che sarà lo sviluppo dei prossimi due anni nel digital marketing per le associazioni no profit. La questione resta aperta: come sfruttare al meglio le opportunità offerte dal web?

L’indagine del “2016 Digital Outlook Report” promosso da Care2, HJC e Nonprofit Technology Enterprise Network ha coinvolto oltre 400 associazioni no profit per cercare di comprendere come il terzo settore nordamericano sta implementando le strategie di comunicazione no profit e digital marketing.

Il risultato di tale dossier sembra in buona parte confermare quanto si evince anche tra le associazioni no profit europee; ovvero un progressivo e inarrestabile aumento del bilancio onlus verso strategie digitali.

Accanto a questo dato conforme però si evincono anche alcuni fattori decisamente in controtendenza o, per lo meno, che potrebbero anticipare un metodo operativo da parte dei project management nelle imprese sociali anche al di qua dell’Oceano.

Il tema di fondo sembra orientato sulla capacità di allineare le diverse azioni di sensibilizzazione di tutto il panorama digitale (fundraising on line, social media marketing, brand building) in un unico coordinamento di tutte le diverse discipline comunicative.

La massima capacità per ottenere risultati per la strategia di comunicazione nel web risiede, com’è ormai noto anche da qui noi, nella sinergia che si crea facendo dialogare uno stesso contenuto attraverso diversi canali. È la presenza su diverse piattaforme di comunicazione che permette di azionare i processi virtuosi della donazione.

Tuttavia anche nell’indagine condotta sul campione di associazioni no profit del Nord America, soltanto il 40% degli intervistati ha dichiarato di dedicare personale specifico per un piano di comunicazione riservato al digital marketing.

E anche questo dato, seppur sensibilmente migliore, sembra confermare il trend dei nostri project management per le organizzazioni no profit.

I motivi di un tale atteggiamento restio nei confronti di una pianificazione razionale delle risorse umane all’interno delle strategie di comunicazione, trova nelle interviste condotte da Care2 e HJC delle risposte omogenee sulla difficoltà di organizzazione interna delle stesse associazioni.

Per un terzo degli intervistati gli investimenti interni per le figure specifiche del digital marketing rappresentano ancora una sfida troppo rischiosa perché vige una mancanza di coesione tra i diversi reparti. In questo modo la possibilità di lavorare contemporaneamente su gli stessi obbiettivi, e massimizzare così la sinergia comunicativa, diventa impossibile.

Le risorse interne che si occupano di digital marketing così, per lo più fanno un lavoro di adeguazione se non proprio di post-working rispetto al lavoro dell’associazione stessa.

Così, mentre le associazioni no profit più grandi stentano ad avviare una decisa rivoluzione interna delle procedure di comunicazione, per le piccole e medie continuano a sussistere i dipartimenti multifunzione, ovvero quelli per cui al mattino ti occupi della gestione contabile del bilancio onlus e al pomeriggio ti trasformi in social media marketing…

(continua)

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