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filiera della lana

Fondi europei e imprenditoria sociale femminile

I fondi europei FSE rappresentano ancora un’opportunità per accedere ai finanziamenti per progetti sociali partendo da piccole start up che si prefiggono l’obbiettivo di creare occupazione tramite l’imprenditoria sociale femminile.

I fondi europei del Fondo Sociale Europeo (FSE) sono disponibili tramite gli stati membri  dell’Unione Europea e le Regioni, con le quali i progetti sociali si devono interfacciare. Ciò vale a dire che i finanziamenti per progetti sociali del programma FSE non sono finanziati direttamente da Bruxelles, ma dalle Regioni che hanno l’incarico di gestione del Fondo. Le organizzazioni incaricate all’attuazione ed alla gestione del Fondo in realtà sono diverse e non si limitano alle sole Regioni, ma contemplano anche altre amministrazioni pubbliche, Ong, organizzazioni dei lavoratori, che vengono definiti beneficiari in quanto incaricati alla gestione del denaro pubblico per scopi sociali. Gli individui che intendono presentare gli europrogetti e accedere così ai fondi europei vengono invece definiti come partecipanti.

Lo scopo dei finanziamenti per progetti sociali è quello di incentivare l’occupazione e migliorare le condizioni sociali dei cittadini dei paesi membri dell’Unione, mediante strategie dinamiche come la cooperazione sociale, le creazione nei territori di intervento di una rete sociale inspirate al principio dell’innovazione sociale. Quest’ultima definizione non va intesa come piano di intervento soltanto per le realtà tecnologiche ma come creazione di nuova occupazione; creare cinque nuovi posti di lavoro in un determinato territorio è dunque già di per se una innovazione sociale. I progetti sociali che intendono partecipare possono inoltre recuperare le inclinazioni territoriali e autoctone del proprio territorio sposando il principio della cultura territoriale di produzione. Questo principio è soltanto uno dei molti aspetti privilegianti per la promozione di un europrogetto e della sua specifica attinenza alla Regione o al Paese di riferimento.

L’imprenditoria sociale femminile rappresenta un altro degli aspetti privilegiati dai fondi europei e uno degli ultimi progetti realizzati in tal senso è legato alla creazione di una filiera della lana nel bellunese. Milena Palla, Marta Azzolini e Fanny Doris Sancez Matos sono tre donne che due anni fa hanno cominciato, ciascuna per proprio conto, un progetto sociale legato alla lavorazione del tessuto come nuova opportunità di occupazione femminile, sino a costituirsi oggi in una rete sociale con la quale si può già parlare di una vera e propria “filiera della lana” che vanta una cooperazione sociale capace di coinvolgere altre dodici donne del territorio, oltre a diverse cooperative sociali e associazioni. Il progetto “Start up produttrici di lana a Belluno” finanziato dal FSE e dalla regione Veneto rappresenta soltanto l’ultimo caso di imprenditoria sociale femminile avviati nel nostro Paese grazie ai fondi europei. Il progetto, oltre a costituirsi come possibilità per l’imprenditoria femminile vuole anche recuperare le tecniche della lavorazione della lana del territorio, recuperando la lana dei pastori transumanti del bellunese. In questo modo l’innovazone sociale permetterebbe anche di tutelare e recuperare le tradizionali tecniche di lavorazione che costituiscono, oltre ad un patrimonio culturale territoriale, anche una valida forma di integrazione e di identità territoriale all’interno dell’Unione.

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