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volontariocard

Una prepagata per le associazioni di volontariato

Nata lo scorso luglio, la VolontarioCard del gruppo Ubi Banca si presenta come una innovativa soluzione per collegare le associazioni di volontariato al mercato profit, con una prepagata che può essere anche personalizzata con il proprio logo. In dicembre la presentazione ufficiale.

Verrà presentata ufficialmente il 7 dicembre prossimo a Milano e poi a Napoli, dieci giorni dopo, la nuova VolontarioCard messa a punto dalla collaborazione tra Ubi banca e i Centro Servizi del Volontariato di Milano. Si tratta di una carta enjoy prepagata pensata soprattutto per le associazioni di volontariato e che dovrebbe, nell’idea del progetto, dare un riconoscimento del valore sociale dei volontari stessi. Il gruppo Ubi banca non è nuovo alla sperimentazione di nuove formule tra profit e no profit per avvicinare tutto il comparto del terzo settore, come fu con l’introduzione – primi in Italia – dei Social Bond. Ora l’obiettivo è quello di rafforzare il senso d’appartenenza di un pubblico certo non piccolo (in Italia vi sono 4 milioni di volontari inseriti nelle associazioni no profit e altri 3 milioni “indipendenti”) che rappresenta pur sempre un mercato interessante per gli istituti di risparmio.

Tuttavia lo scopo sociale dell’iniziativa sembra confermato dalla possibilità di costruire realmente un servizio che possa risultare utile alle associazioni no profit con la possibilità di utilizzare la VolontarioCard proprio come tessera associativa. L’opportunità di personalizzazione della prepagata infatti prevede la possibilità di inserire il logo ed il nome dell’associazione, la fotografia del volontario e il numero di tessera del libro degli associati, divenendo così un elemento distintivo per la propria appartenenza associativa. La tessera inoltre da diritto a sconti presso tutte i marchi che aderiscono all’iniziativa (per adesso sono una quarantina, ma indubbiamente cresceranno) tra cui ad esempio gli store Mondadori e LaFeltrinelli. L’iniziativa, come detto, ha preso avvio dal ciessevu di Milano e dal CSV di Napoli per cui, al momento, soltanto su questi territori si potranno stipulare accordi con gli uffici locali ma l’iniziativa sarà presto estesa ad altri Centri dei Servizi per il Volontariato. Il progetto pilota, quindi, si confronterà con una “platea” di quasi 80.000 volontari (a Milano se ne contano 45.000 in oltre 2.000 associazioni; a napoli 32.000 in 1.300 no profit) e per lanciare definitivamente la nuova iniziativa sono stati fissati gli appuntamenti del 7 e del 17 dicembre, a Milano e a Napoli, dove sarà presentata alla stampa e agli organi di informazione.

Ma quali vantaggi comporta l’assunzione della VolontarioCard per le associazioni di volontariato che ne faranno richiesta? Innanzitutto la possibilità di vedersi riconosciuta una parte del costo di transazione su tutte le operazioni della carta (intorno al 20%) come contributo di raccolta fondi, e la possibilità di accedere ad un Iban da parte dei volontari con spese di gestione ridotte (circa il 50%). Il canone mensile è infatti fissato a 0,50 centesimi al mese (invece di 1,00 euro) e la carta potrà essere rilasciata versando un minimo di 10 euro (anziché 25) mentre non sono previsti costi associativi. Si tratta in definitiva del pacchetto Enjoy Ubi Comunità Social Edition, una prepagata ricaricabile che potrà permettere di effettuare acquisti come una qualsiasi carta versando, per ogni transizione, un piccola somma presso la propria associazione (a carico della banca).

La tessera, tuttavia, non può essere richiesta dal singolo volontario, ma devono essere le associazioni di volontariato a farne richiesta e, successivamente, fornirla agli associati come tessera associativa. Sembra una buona formula, probabilmente dai risvolti irrisori per la raccolta fondi delle piccole associazioni (il 20% di ogni transazione è ancora una percentuale bassa se si lavora con numeri modesti), ma che potrebbe ugualmente offrire la possibilità di munirsi di una tessera di riconoscimento ben più “spendibile” rispetto agli usuali cartoncini… indubbiamente il rientro per il gruppo bancario è enorme, non certo sotto il profilo economico (la carta ha costi davvero competitivi rispetto a qualsiasi concorrente, BancoPosta incluso) ma soprattutto sotto il profilo delle ricerche di mercato. Conoscere, monitorare, comprendere e studiare i flussi economici di chi lavora nel no profit è oggi una risorsa ben superiore rispetto al ritorno economico che questa può generare; si tratta di sondare e di comprendere il mercato di domani e l’economia del nostro prossimo futuro…

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