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nicole orlando

Strategia di comunicazione nei progetti sociali per disabili (part II)

Mettendo in relazione la (poca) sensibilizzazione da parte dei media per la Giornata Internazionale delle Persone con disabilità e la strategia di comunicazione dei progetti sociali per disabili, non si può fare a meno che interrogarsi sulla reale attenzione che gli italiani danno al tema, attualissimo, della disabilità.

La strategia di comunicazione per il terzo settore si fonda oggi soprattutto alla sua capacità di raccontare storie, ovvero richiamando nella comunicazione gli aspetti psicologici ed emozionali. Questa capacità è stata proprio sviluppata dalle esperienze delle persone con disabilità, nel racconto del loro quotidiano quando il carattere “pubblicitario” era ancora lungi dal comprendere il potenziale di questo, allora, nuovo modo di comunicare le esperienze in prima persona. È stata proprio la volontà, vent’anni fa, di render consapevole la società delle problematiche e delle persone con disabilità da parte dei primi progetti sociali per disabili a far nascere i primi “storytelling”, allora appunto ancora inconsapevoli del loro potenziale comunicativo. Il coinvolgimento della sfera emozionale da parte dell’opinione pubblica si dimostrò immediatamente vincente e da lì in poi, pian piano quel modo di raccontare, anzi di raccontarsi, è diventato il modus operandi per la comunicazione sociale per il no profit.

L’intervento della pubblicità ha però reso questa strategia di comunicazione molto più debole, inserendo lo storytelling anche nel racconto di una mamma che prepara la merenda per il proprio figlio che va a scuola, o per pubblicizzare un detersivo con il profumo del bucato della nonna, la nostra abitudine verso questa strategia di comunicazione ha subito una decisa plafonatura, prendendo spesso le storie false per vere e quelle vere per false.

La strategia di comunicazione per il terzo settore dovrebbe allora avere quel cambio di passo necessario per imporsi nuovamente all’attenzione delle masse con una rinnovata forza, ma questo compito non può esser gestito da una singola impresa sociale e riguarda la comunicazione per il no profit in maniera molto più estesa, ricca di processi complessi che devono poter lavorare in sinergia, liberi da logiche di rendicontazione, ma unicamente spinte dalla volontà di ristabilire un consenso, o una nuova consapevolezza acquisita. La Giornata Internazionale delle Persone con disabilità avrebbe potuto rappresentare un’occasione proprio per avviare processi di questo tipo, che non riguardano il solo terzo settore, ma la società intera, e proprio per questo, veder fallire tali propositi da la misura di quanto il nostro stato sociale attuale in Italia debba ancora fare tanto per stabilire quella parità dei diritti e l’inclusione delle Persone con disabilità. Peccato, un’occasione mancata, anche perché proprio quel giorno avremmo potuto davvero dimostrarci migliori nel rispetto delle Persone con disabilità, del terzo settore e quindi di noi stessi. L’occasione ci è stata data, conquistandola per noi sul campo un’atleta di un’associazione dilettantistica sportiva di Biella; Nicole Orlando.

Le sue quattro medaglie d’oro nei Mondiali di atletica leggera per atleti con sindrome di down rappresentano un primato assoluto, unico al mondo. Il terzo settore dovrebbe andarne un po’ più fiero e comunicare con forza ad un opinione pubblica troppo distratta una storia che potrebbe inorgoglire tutti noi, al di la di qualsiasi strategia di comunicazione; siamo Campioni del Mondo.

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