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dicembre mese del fundraising

Dicembre. Il mese del fundraising

Nell’ultimo mese dell’anno si concentrano la maggior parte delle donazioni verso le organizzazioni no profit. Un’occasione importantissima, da preparare e da gestire nel migliore dei modi, per proporre il proprio progetto sociale e “capitalizzare” il lavoro di immagine compiuto durante l’anno.

Le statistiche, pur se condotte con campioni disomogenei, parlano chiaro: nel mese di dicembre il trasferimento delle donazioni subisce una forte impennata sino a raggiungere il suo apice proprio nei giorni conclusivi dell’anno. Per le onlus è questo il momento di agire consapevolmente cercando di massimizzare la raccolta fondi con iniziative che devono assicurare il coinvolgimento dei donatori e creare fidelizzare i nuovi soci. Operando su diversi piani di comunicazione.

Donazioni on-line. Un terzo delle donazioni on-line effettuate durante l’anno sono concentrate tutte negli ultimi trenta giorni. Il montante clima delle festività e la possibilità di usufruire della tredicesima mensilità rappresentano le motivazioni principali dell’incremento delle donazioni da parte dei privati. È quindi opportuno prepararsi a questo periodo richiamando l’attenzione sui propri soci e sui contatti del proprio data bese (o agenda), mediante l’utilizzo, ad esempio, di una mailing list, nella quale si informerà il donatore riguardo le proposte e le attività previste per il mese di dicembre. Tuttavia, il dato più incidente su questo parametro (donazioni on line) non deriva dal privato, ma dalle aziende. Chiudere l’anno con eventi di varia natura (cene aziendali, incontri, feste, ecc.) è infatti la norma per quasi tutte le aziende, e spesso queste attività sono affiancate da un intervento attivo nel sociale, o attraverso donazioni o mediante la costruzione di eventi di fundraising concordati e preparati direttamente con l’organizzazione no profit di riferimento.

Questo trend si avvia a partire dalla prima settimana di dicembre (in concomitanza con l’otto dicembre) e procede per intensificazione, sino a raggiungere il suo culmine negli ultimi tre giorni dell’anno nei quali si registrano il 10% delle donazioni totali effettuate durante l’intero anno. Non assicurarsi una buona visibilità in tale periodo rappresenta indubbiamente un grave passo falso nella pianificazione delle proprie attività di raccolta fondi, oltre a poter costare molto caro per il bilancio annuale

Raccolta fondi tradizionale. Le attività di fundraising avviate nel mese di dicembre dalle organizzazioni no profit registrano un incremento dell’80%. Sono le più svariate ma quasi mai falliscono il proprio obbiettivo. La più classica è indubbiamente la famosa tombolata, seguita a ruota dalla “lotteria”. Ma si tratta qui di attività davvero “al grado uno” per ciò che riguarda la pianificazione di una raccolta fondi. Altri e altrettanto vari possono essere gli strumenti per allargare la propria attività anche a persone che incontreranno il proprio progetto soltanto occasionalmente, magari spinti più dal clima di festività che dalla reale propensione verso le attività del terzo settore. I mercatini di Natale sono in questo lo strumento più classico che però permettono di veicolare molti altri progetti o attività collaterali, fungendo quindi da “prodotto civetta” per proposte di fundraising più articolate e maggiormente mirate verso l’obbiettivo strategico della propria associazione. Anche qui è obbligatorio non sbagliare la strategia di comunicazione e legarla immediatamente ad una chiara e diretta scelta che possa far preferire la nostra offerta piuttosto che un’altra. Essendo un periodo di fortissima espansione delle attività di fundraising, infatti, occorre poter proporsi immediatamente con un accento molto forte, per non finire nel mare indiscriminato delle “buone azioni” natalizie che, pur essendo le benvenute e aiutare in maniera concreta il raggiungimento dei propri obbiettivi, difficilmente attivano un processo decisionale destinato a protrarsi nel tempo.

Insomma, una buona campagna di fundraising deve poter agire strategicamente nei trenta giorni di dicembre per imporsi e distinguersi dalle altre come in nessun altro periodo dell’anno, ma deve anche cercare, sempre, di costruire e porre le basi della prossima raccolta fondi, pensandola già dal 1° gennaio dell’anno venturo.

 

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