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Made in Scampia-Campagna di fundraising

Nuove tecnologie di Fundraising Made in Scampia

Una delle realtà più attive nel no profit campano propone un interessante progetto di fundraising legato direttamente alla vendita di un prodotto. Sono diversi i linguaggi e le tecnologie messi in campo dalla Marotta&Cafiero per distinguersi, con decisione, nel panorama delle iniziative dedicate alle raccolta fondi in concomitanza delle festività natalizie.

Facciamo un pacco alla camorra. È questo lo slogan con il quale la Marotta&Cafiero ha deciso di pubblicizzare il suo nuovo prodotto. È una campagna di fundraising, ma non del tutto. È un prodotto di consumo, ma non del tutto. È una strategia di comunicazione, ma non del tutto. Molti e complessi sono i registri sui quali si deve ricorrere per analizzare attentamente il lancio della versione “culturale” del noto “cestino natalizio”, dove libri, cd, dvd ed e-book sostituiscono gli arcinoti affettati, i formaggi ed i vini del territorio. Si tratta anche qui, infatti, di prodotti del territorio in senso stretto, anche se di “cultura”, e non di “coltura”.

La Marotta&Cafiero è una casa editrice di Scampia che si è guadagnata a pieno titolo un posto di tutto rispetto nel panorama nazionale degli editori indipendenti. Allo stesso tempo, è il perno di un complesso di attività e di organizzazioni no profit che ruotano tutte intorno all’asse del quartiere Scampia, dalle Fattorie Vodisca sino all’ultimo pacco “Made in Scampia”. Il ricavato di quest’ultimo sarà proprio impiegato per l’acquisto di un trattore per coltivare i “friarielli della legalità” sui terreni gestiti dall’impresa sociale napoletana. I “pacchi” vengono venduti (al costo di 10 euro) direttamente presso i bookstore della Marotta&Cafiero e tramite internet, con ottimi riscontri su tutto il territorio nazionale.

Il prodotto, oltreché indubbiamente interessante sotto il profilo di “consumo”, si impone anche per la sua capacità di offrirsi come elemento di analisi per la capacità di inglobare e veicolare diversi registri comunicativi. Si tratta infatti di una raccolta fondi finalizzata ad uno scopo ben preciso e delineato (l’acquisto di un trattore) come espressamente dichiarato. Eppure qui il donatore si ritrova ad essere immediatamente non più un donor, ma un cliente che acquista una merce (il pacco contenente i libri e quant’altro). È però lo slogan a riportare lo scambio sul piano prettamente sociale, affidando il carico del prodotto non tanto sul valore della merce, ma su quello della donazione, ovvero del compimento di un’azione di valore sociale, espresso proprio da quel “facciamo un pacco alla camorra” che a ben vedere, veicola egli stesso il prodotto più importante del pacco stesso.

La strategia di comunicazione è alla base di un processo che resta sott’inteso, ma non limita la sua funzione nello slittamento tra il prezzo della merce e la donazione, insomma  tra profit e non profit, ma sembra orientato espressamente verso un piano di comunicazione rivolto esplicitamente alla riqualificazione d’immagine di un  determinato territorio, il quale territorio (Scampia) è già di per se diventato un “marchio di qualità” nel panorama delle associazioni no profit. Insomma lavorando su questo elemento, tutto a proprio vantaggio, la Marotta&Cafiero non rischia di impostare la campagna di fundraising sul proprio brand (sovrapposizione da evitare nelle attività di raccolta fondi), pur veicolando, nello stesso tempo e  nella maniera più ampia possibile, le produzioni della casa editrice, che accrescono il loro impatto merceologico per visibilità e per copie vendute. Un’operazione molto raffinata dunque sul piano della consulenza marketing per il no profit. Finalizzato all’acquisto di un trattore, sarebbe stato molto più banale rinchiudere in uno scatolone le eccellenze dei prodotti delle Fattorie Vodisca e chiedere per questi una raccolta fondi strutturata, ma in tal modo si sarebbero andate a sovrapporre proprio quelle esigenze di immagine relative ad un brand e quelle relative ad una mission, con un potere di “donazione” nettamente ridimensionato. Inutile dilungarsi sul quelli che sono poi gli strumenti più classici di comunicazione del prodotto, come ad esempio la scelta azzeccata del packaging, o quelli molto più recenti legati alla presenza volumetrica sui social network, vero cavallo di battaglia della strategia di comunicazione della Marotta&Cafiero.

 

 

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